Laura è un nome di fantasia, per coprire la sua identità, ma la storia è reale ed è questa che a noi interessa per capire meglio chi sono le mamme seguite dal Cav.
Ogni caso è un caso a sé, con la sua protagonista o i suoi protagonisti che fanno la differenza. Nel caso specifico Laura dopo una prima gravidanza da cui è nata una bambina, è arrivata al Cav di Merate perché incinta della seconda. Nel frattempo si è separata dal marito e la bambina che aspetta è figlia del compagno. L’aggancio al Cav arriva tramite Mariadele, a cui la indirizzano le suore DEL PAESE, unico punto di riferimento per Laura in quel momento.

Questa seconda gravidanza da passare in solitudine – il compagno nel frattempo l’ha abbandonata – è piuttosto pesante e per un certo periodo Laura pensa
che forse potrebbe anche non portarla a termine. Si rivolge all’ospedale per l’IVG, ma davanti alle carte da compilare ha un blocco emotivo e un ripensamento. E’ soprattutto il modulo per la tumulazione del feto a farla tornare sui suoi passi: si
rende conto che dentro di lei c’è già una creatura e come tale, in caso di interruzione volontaria, ha diritto a una sepoltura. E’ in quel momento che la coscienza si attiva e Laura percepisce che sta per decidere per la morte del suo bambino. In lei prevale la vita, nonostante tutte le difficoltà che sa di dover affrontare. Decide allora di chiedere aiuto e subito le viene indicato il Cav. Ora la bambina ha tre mesi e Laura dice di essere contenta che sia sana e vispa. “Quando ride è una gioia” si lascia scappare, guardando la più GRANDICELLA che le è di fianco mentre rilascia questa intervista. La bambina non sta ferma un minuto, incuriosita dal camino della nuova sede del Cav, fatto di mattoni finti e si sta domandando a che cosa serva se non può essere utilizzato….Domanda più che legittima su cui dribbliamo per non risvegliare altre curiosità infantili. Stefania è una bambina sveglia e sensibile perché ha accolto la sua sorellina con una frase che ha sorpreso mamma e nonna. “Sei la mia migliore amica” le ha sussurrato all’orecchio. Poi rivolta alla mamma l’ha ringraziata per averle dato una sorellina.
Forse Laura non può contare sull’aiuto di un compagno ma con mamma-nonna e le due figlie non può dirsi sola...

Occorre essere fino in fondo cristiani, musulmani, ebrei e dare un significato concreto alla parola solidarietà (Ramin Bahrami).


CAV MERATE
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